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lunedì 2 gennaio 2012

POL - *Regionali, Buttiglione (Udc): Non faremo regali a Berlusconi

Roma, 30 nov (Velino) - A tre mesi dalle elezioni regionali è ancora caos sulle candidature sia nel centrodestra che nel centrosinistra. Di certo, al momento, l'Udc sembra essere l'ago della bilancia e perciò IL VELINO ha chiesto al deputato Rocco Buttiglione, ex ministro in vari governi Berlusconi.

Come si schiererà l’Udc per le regionali del 2010?

Prima dicevo “andiamo da soli” perché la gente è stufa del bipolarismo e perché non dobbiamo dare l’idea di quelli che sono attaccati alle poltrone, ma poi ho letto Il Giornale e ho capito che così avremmo regalato la vittoria al centrodestra in tutte le regioni. Ora quindi partiamo dai programmi e in base a quelli decidiamo. Non saliremo sul carro dei vincitori.

Se è convinto che il centrodestra abbia buone possibilità di vincere significa che è convinto che il centrosinistra abbia governato male. E allora perché appoggiarlo?

Se vogliamo, col centrosinistra si può fare un accordo basato sulla novità e sulla discontinuità. Molto contano i candidati.

E a quali candidati vi opponete?

Massima Stima a Vendola, ma un uomo che ha guidato una coalizione di sinistra-sinistra non può guidarne una di centrosinistra. Emiliano, col quale governiamo insieme a Bari, invece potremmo appoggiarlo perché ha sempre riconosciuto il ruolo del centro. Personalmente sono convinto però che il miglior candidato sarebbe la Poli Bortone perché è stato uno dei migliori sindaci.

E Dambruoso lo appoggereste?

Non siamo un’appendice di nessuno. Non pretendiamo che il candidato sia nostro, ma va deciso insieme.

E sulla Campania qual è la vostra posizione?

Su Casentino, la cui candidatura è ormai tramontata, abbiamo detto no, ma anche De Luca, come la Poli Bortone, è stato un bravo sindaco.

Mentre nel Lazio sareste disposti ad appoggiare la Polverini?

La Polverini è un buon candidato e potrebbe avere il nostro apprezzamento, ma al momento né da una parte né dall’altra ci sono candidature ufficiali e quindi desidereremo in base ai programmi.

In sintesi, al momento, non avete ancora deciso dove schierarvi in nessuna delle tredici regioni in cui si vota?

Vede, ho l’impressione che Bersani abbia fatica prendere il controllo del suo partito e anche Berlusconi sta prendendo tempo sulle regionali per problemi interni alla coalizione come il “processo breve”. Così come prendono tempo loro, prendiamo tempo noi.

(spk) 30 nov 2009 20:13

POL - Pd, da Bersani un si condizionato all'Udc per le regionali


Roma, 24 nov (Velino) - Il Pd si rifà il trucco. Questo pomeriggio il neo segretario del partito, Pierluigi Bersani, ha presentato la sua squadra: 6 uomini e 6 donne, tutti quarantenni "sperimentati" che formeranno la nuova direzione nazionale. La conferenza stampa di presentazione dei 12 membri, che saranno però coordinati dall'anziano Maurizio Migliavacca (58 anni), è stato il pretesto per affrontare i temi caldi che precedono la lunga campagna verso le regionali del 2010. E a questo proposito Bersani ha parlato principalmente dei rapporti con l'Udc, con cui "siamo disponibili e interessati a discutere ma - ha proseguito il segretario - se c'è da dire dove, come e in che misura, dobbiamo essere in due". E ancora: "Non cerchiamo pretesti non avremmo nessuna remora ad ipotizzare un confronto politico generale sullo schieramento da costruire alle regionali ma rispettiamo il fatto che l'Udc non ha questa attitudine ma vuole ragionare caso per caso". Per quanto riguarda la scelta di appoggiare la candidatura di Vendola in Puglia, Bersani ha sottolineato che: "Noi ragioniamo fino all'ultimo per avvicinare le posizioni anche dove ci sono difficoltà e la Puglia è un caso evidente", ma riferendosi anche alla Campania il neosegretario è convinto che "nel Mezzogiorno al di là degli schieramenti è ora di cercare nuove idee per le piattaforme politiche, rinunciando allo svilimento con cui negli ultimi due anni si e' affrontata la questione meridionale". Sulla manifestazione "No-B day" del 5 ottobre organizzata dall'Italia dei Valori, Bersani ha lanciato un monito: "bisogna accorciare e non allargare le distanze tra i partiti oggi all'opposizione: a questo obiettivo deve lavorare chi promuove manifestazioni come quella del 5 dicembre" e perciò il Pd prima di decidere se aderire o meno valuterà "le parole d'ordine" e se esse "sono compatibili con gli obiettivi del Pd, non c'è nessun problema per la partecipazione dei militanti". Il neo segretario è stato molto critico anche nei confronti della politica economica del governo e ha ribadito che il Pd non accetterà mai di dialogare con la maggioranza sui temi della giustizia se non sarà ritirato dal tavolo della discussione il "processo breve".

(spk) 24 nov 2009 19:24